Il 2026 trasforma il fisco immobiliare in un sistema a due velocità che premia la prima casa e penalizza le rendite. Chi ristruttura l’abitazione principale mantiene il bonus al 50%, mentre per le seconde case la detrazione scende al 36%, rendendo gli investimenti meno incentivati.

Parallelamente, si stringono le maglie sugli affitti brevi: la cedolare secca al 21% resta solo per un immobile, salendo al 26% per gli altri, con l’obbligo di partita IVA oltre i due appartamenti. Anche chi vende deve fare i conti con un prelievo sulle plusvalenze più rigido e immediato. In questo scenario, la gestione del patrimonio non può più essere improvvisata, ma richiede una pianificazione tecnica e fiscale tempestiva per evitare di erodere i margini di guadagno